Bohinj
– Bled - Lubiana
18
-19 -20 -21 Maggio
Vacca dì, che giro e che ritorno.
Partiamo dalla fine.
Domenica notte alle tre mi sveglia un acquazzone
incredibile ... va bè c'e ancora tempo prima del ritorno a
casa. Alle sette mi sveglio e piove a più non posso ... sono
un po' preoccupato, ne viene tanta e la visibilità è
scarsissima. Alle dieci, dopo aver caricato la “stescion vegon Mana
Gt” ed esserci bardati da cavalieri jedi ... partiamo, sotto un
diluvio da Arca. Destinazione ... ritorno a casa dopo tre giorni di
sole splendido.
Trecentotrenta chilometri sotto un diluvio da spegnere
l'inferno. Ma che vacanza!
Alle nove di venerdì mattina, siamo in viaggio
verso la Slovenia, destinazione: Ukanc, Lago di Bohinj, il posto
questo : http://www.erlah.com/ .
Un magnifico sole ci accompagna.
A velocità, da codice, ci catapultiamo verso Nova
Gorica e con l'aiuto del Garmin e delle ottime segnalazioni,
abbandoniamo l'autostrada e ci “arrampichiamo” sulla strada
centotre che segue il corso dell' Isonzo/Soca. Meravigliosa vallata
con il fiume dai splendidi colori.
Abbandoniamo la centotre e infiliamo la seicentotre,
passando da Most Na Soci (se è scritto giusto è scritto
giusto, “se no pasiensa”), e ci colpisce il vedere dei trampolini
a varie altezze che si affacciano sulle acque color smeraldo del
fiume. Foto.
Passiamo parecchi paesetti caratteristici e prima di
imboccare la quattrocentotre, ci fermiamo in un bar, gestito da due
splendide ragazze. Ci pappiamo un paio di panini, un paio di
birronzole e due caffè. Ok pronti, via, seguendo per Bohinjska
Bistrica, ammirando lo splendido paesaggio. Imbocchiamo la strada
duecentonove, non proprio tenuta bene e con un po' di cautela
arriviamo al lago. Sublime paesaggio. C'è la chiesetta, il
ponte, l'acqua di un colore prezioso ... tutto come nelle cartoline
... silenzio ... gente che passeggia ... gente che rema su variopinte
canoe e barchette ... unico neo, il rumore della Mana ... spengo e ci
gustiamo questo angolo di ... gran bel posto.
Delicatamente accendo il motore e ripartiamo.
Percorriamo la sponda del lago, circa cinque chilometri, con il filo
di gas più filo del solito ed arriviamo al campo base. Tomas e
Vania ci accolgono con un cordiale e simpatico sorriso. Sfoderiamo la
nostra capacità linguistica, una quindicina di parole in tutto
e con un po' di inglese, francese, spagnolo, tedesco il tutto condito
con un po' di “ noio volevan savuar” ci capiamo e prendiamo
possesso della camera.
Slendida locanda, ottima scelta di piatti di carne e
pesce, birra alla spina e in bottiglia ... buona. Colazioni
abbondanti e cene superlative.
La vacanza continua.
Il resto del pomeriggio lo passiamo passeggiando sulla
riva del Lago Bohinj e fotografando ... tutto.
E' superfluo, ma lo scrivo lo stesso ... meraviglioso
... incantevole ... silenzioso ... sereno ... eeeh che pippe, vuoi
mettere l'incrocio delle tangenziali sud, est di Verona o un bel
“eppi auar” al baretto, sulla statale, con sniffo dei tubi di
scarico ... .
Sabato ... sole.
Andiamo al Ponte con Chiesa di Giovanni Battista ,
cartina all'ufficio “turisticna informacijska”, foto e partiamo
per Bled ... il più turistico dei due laghi. Al paese di
Boh.Bistrica, facciamo benza e via sulla tranquilla strada
duecentonove. Come di consueto, parecchie fermate, per foto e
ammirare i posti.
Al lago di Bled, restiamo incantati dalla bellezza del
luogo. Uno splendido laghetto con annesso isolotto con chiesetta ...
una cartolina a colori ... bei colori.
Cerchiamo un posto per la ManaGt, ma non lo troviamo.
Vediamo un omone in motorino con scritto: policija ... lo inseguiamo
e per fortuna si ferma, se no col cacchio che lo prendevo.
“Sorri, parching for motorsaicol”
“Italiani?”
“Si”
“Frii paching, uear iu uont”
Mizzica, ci scegliamo un bel posto all'ombra, davanti ad
una agenzia di viaggi ... all'ombra in quel momento lì, perchè
il sole gira, o gira la terra? Fatto sta che al ritorno sarà
al sole spietato, con la sella sui settemila gradi ... .Che poi non
ho capito ... come ha fatto a capire che siamo Italiani? Forse dalla
mia pronuncia italo/veneta, tardo novecento. Mah!
Ok, visitiamo tutto o quasi tutto, castello compreso ...
compresi i duecentocinquanta scalini per salirvi.
Nel pomeriggio, ritorniamo al lago di Bohinj, giriamo
per la parte alta e poi via alla cascata Savica, dove ci attendono
cinquecentoventi scalini ... solo andata. Visione della grande A,
formata dalla cascata, foto di rito e con calma discesa alla moto.
La sera, lussureggiante cena alla locanda, campo base,
passeggiatina al lago, per defaticare e poi a nanna siamo un po' più
di stanchissimi.
Domenica ... sole.
Obiettivo nel mirino: Lubiana, la capitale.
Garmin e indicazioni ci portano esattamente all'inizio
della zona pedonale del centro storico di Lubiana. Memorizziamo su
una cartina cartacea di “gugle maps”, la posizione della moto,
vuoi che succeda che non troviamo più il piccolo parcheggio
... va beh che conosciamo le lingue ... meglio essere sicuri ... “de
scio mast go on”.
La visita alla città, tra un mercato e l'altro di
vecchie robe, fiori e libri, continua tranquilla e liscia, finchè
la Gra: “Saliamo al castello?” - “Al castello? Ancora scalini?”
- “Ma c'è la funicolare” - “Allora andiamo pure!”. Che
bello salire in alto senza muovere un dito. Sei euro in due ...
andata e ritorno. Per vedere tutto il resto, se non la semplice
visita, ci vogliono altri euro. Noi per uno strano caso di
incomprensione linguistica abbiamo preso i “tichet” con la s
finale, plurale, solo per la funicolare. Tutto sommato è stato
meglio così.
Bel castello, peccato un po' troppo messo a nuovo e
modernizzato, ma il Grad è suo e quindi ... .
Dopo
una bella insalatona mista, via ancora per le vie della città,
dove gli angoli, i palazzi, le vecchie case, ricordano molto le città
austriache e slovacche. Il fiume, Ljubljanica,
con il suo scorrere lento circonda tutta la parte antica della città,
che durante la nostra visita è stata animata dalla festa del
basket. Infatti in vari punti erano allestiti campetti di varie
dimensioni, messi a disposizione di tutti per tornei e tiri liberi.
Il tutto al suono di musica discotecara.
Nel tardo pomeriggio
decidiamo di tornare, novanta chilometri ci separano dal campo base e
i piedi vorrebbero dire la loro.
La sera cenone con una
triplice di pesce, arrosto, alla griglia e fritto il tutto bagnato da
birrozze. Torta “all'apricot”, caffè e passeggiatina
defaticante. A letto ... quasi stanchi.
Lunedì ... acqua
... liscia ... gassata ... ma quando il gioco si fa duro ... .
Alle sedici siamo a casa,
stanchi ma felici !
Km percorsi : 930.
Km/Lt : 23.
Posti visti : Stupendi.
Mana Gt : giri la
manopola del gas e vai.
Gra : Stoica.
Io : su Google maps ...
c'è il prossimo viaggio da pianificare ... Les Gorges du
Verdon ... John Hannibal diceva :”Adoro i piani ben riusciti”.
Ringraziamenti: a
Tergeste 70, web-amico del clubMana, che con le sue
“dritte” sul Lago Bohinj, ci ha indicato un posto okkei, dove
abbiamo fatto un'ottima vacanza.
La dedica :
a me, eh si ... per una volta.
Con
un filo di gas ... sempre! Buona strada a tutti.















































