mercoledì 23 maggio 2012

Vacca dì ...


Bohinj – Bled - Lubiana
18 -19 -20 -21 Maggio

Vacca dì, che giro e che ritorno.
Partiamo dalla fine.
Domenica notte alle tre mi sveglia un acquazzone incredibile ... va bè c'e ancora tempo prima del ritorno a casa. Alle sette mi sveglio e piove a più non posso ... sono un po' preoccupato, ne viene tanta e la visibilità è scarsissima. Alle dieci, dopo aver caricato la “stescion vegon Mana Gt” ed esserci bardati da cavalieri jedi ... partiamo, sotto un diluvio da Arca. Destinazione ... ritorno a casa dopo tre giorni di sole splendido.
Trecentotrenta chilometri sotto un diluvio da spegnere l'inferno. Ma che vacanza!

Alle nove di venerdì mattina, siamo in viaggio verso la Slovenia, destinazione: Ukanc, Lago di Bohinj, il posto questo : http://www.erlah.com/ . Un magnifico sole ci accompagna.

A velocità, da codice, ci catapultiamo verso Nova Gorica e con l'aiuto del Garmin e delle ottime segnalazioni, abbandoniamo l'autostrada e ci “arrampichiamo” sulla strada centotre che segue il corso dell' Isonzo/Soca. Meravigliosa vallata con il fiume dai splendidi colori.
Abbandoniamo la centotre e infiliamo la seicentotre, passando da Most Na Soci (se è scritto giusto è scritto giusto, “se no pasiensa”), e ci colpisce il vedere dei trampolini a varie altezze che si affacciano sulle acque color smeraldo del fiume. Foto.
Passiamo parecchi paesetti caratteristici e prima di imboccare la quattrocentotre, ci fermiamo in un bar, gestito da due splendide ragazze. Ci pappiamo un paio di panini, un paio di birronzole e due caffè. Ok pronti, via, seguendo per Bohinjska Bistrica, ammirando lo splendido paesaggio. Imbocchiamo la strada duecentonove, non proprio tenuta bene e con un po' di cautela arriviamo al lago. Sublime paesaggio. C'è la chiesetta, il ponte, l'acqua di un colore prezioso ... tutto come nelle cartoline ... silenzio ... gente che passeggia ... gente che rema su variopinte canoe e barchette ... unico neo, il rumore della Mana ... spengo e ci gustiamo questo angolo di ... gran bel posto.
Delicatamente accendo il motore e ripartiamo. Percorriamo la sponda del lago, circa cinque chilometri, con il filo di gas più filo del solito ed arriviamo al campo base. Tomas e Vania ci accolgono con un cordiale e simpatico sorriso. Sfoderiamo la nostra capacità linguistica, una quindicina di parole in tutto e con un po' di inglese, francese, spagnolo, tedesco il tutto condito con un po' di “ noio volevan savuar” ci capiamo e prendiamo possesso della camera.
Slendida locanda, ottima scelta di piatti di carne e pesce, birra alla spina e in bottiglia ... buona. Colazioni abbondanti e cene superlative.
La vacanza continua.
Il resto del pomeriggio lo passiamo passeggiando sulla riva del Lago Bohinj e fotografando ... tutto.
E' superfluo, ma lo scrivo lo stesso ... meraviglioso ... incantevole ... silenzioso ... sereno ... eeeh che pippe, vuoi mettere l'incrocio delle tangenziali sud, est di Verona o un bel “eppi auar” al baretto, sulla statale, con sniffo dei tubi di scarico ... .

Sabato ... sole.
Andiamo al Ponte con Chiesa di Giovanni Battista , cartina all'ufficio “turisticna informacijska”, foto e partiamo per Bled ... il più turistico dei due laghi. Al paese di Boh.Bistrica, facciamo benza e via sulla tranquilla strada duecentonove. Come di consueto, parecchie fermate, per foto e ammirare i posti.
Al lago di Bled, restiamo incantati dalla bellezza del luogo. Uno splendido laghetto con annesso isolotto con chiesetta ... una cartolina a colori ... bei colori.
Cerchiamo un posto per la ManaGt, ma non lo troviamo. Vediamo un omone in motorino con scritto: policija ... lo inseguiamo e per fortuna si ferma, se no col cacchio che lo prendevo.
Sorri, parching for motorsaicol”
Italiani?”
Si”
Frii paching, uear iu uont”
Mizzica, ci scegliamo un bel posto all'ombra, davanti ad una agenzia di viaggi ... all'ombra in quel momento lì, perchè il sole gira, o gira la terra? Fatto sta che al ritorno sarà al sole spietato, con la sella sui settemila gradi ... .Che poi non ho capito ... come ha fatto a capire che siamo Italiani? Forse dalla mia pronuncia italo/veneta, tardo novecento. Mah!
Ok, visitiamo tutto o quasi tutto, castello compreso ... compresi i duecentocinquanta scalini per salirvi.
Nel pomeriggio, ritorniamo al lago di Bohinj, giriamo per la parte alta e poi via alla cascata Savica, dove ci attendono cinquecentoventi scalini ... solo andata. Visione della grande A, formata dalla cascata, foto di rito e con calma discesa alla moto.
La sera, lussureggiante cena alla locanda, campo base, passeggiatina al lago, per defaticare e poi a nanna siamo un po' più di stanchissimi.

Domenica ... sole.
Obiettivo nel mirino: Lubiana, la capitale.
Garmin e indicazioni ci portano esattamente all'inizio della zona pedonale del centro storico di Lubiana. Memorizziamo su una cartina cartacea di “gugle maps”, la posizione della moto, vuoi che succeda che non troviamo più il piccolo parcheggio ... va beh che conosciamo le lingue ... meglio essere sicuri ... “de scio mast go on”.
La visita alla città, tra un mercato e l'altro di vecchie robe, fiori e libri, continua tranquilla e liscia, finchè la Gra: “Saliamo al castello?” - “Al castello? Ancora scalini?” - “Ma c'è la funicolare” - “Allora andiamo pure!”. Che bello salire in alto senza muovere un dito. Sei euro in due ... andata e ritorno. Per vedere tutto il resto, se non la semplice visita, ci vogliono altri euro. Noi per uno strano caso di incomprensione linguistica abbiamo preso i “tichet” con la s finale, plurale, solo per la funicolare. Tutto sommato è stato meglio così.
Bel castello, peccato un po' troppo messo a nuovo e modernizzato, ma il Grad è suo e quindi ... .
Dopo una bella insalatona mista, via ancora per le vie della città, dove gli angoli, i palazzi, le vecchie case, ricordano molto le città austriache e slovacche. Il fiume, Ljubljanica, con il suo scorrere lento circonda tutta la parte antica della città, che durante la nostra visita è stata animata dalla festa del basket. Infatti in vari punti erano allestiti campetti di varie dimensioni, messi a disposizione di tutti per tornei e tiri liberi. Il tutto al suono di musica discotecara.
Nel tardo pomeriggio decidiamo di tornare, novanta chilometri ci separano dal campo base e i piedi vorrebbero dire la loro.
La sera cenone con una triplice di pesce, arrosto, alla griglia e fritto il tutto bagnato da birrozze. Torta “all'apricot”, caffè e passeggiatina defaticante. A letto ... quasi stanchi.

Lunedì ... acqua ... liscia ... gassata ... ma quando il gioco si fa duro ... .
Alle sedici siamo a casa, stanchi ma felici !

Km percorsi : 930.
Km/Lt : 23.
Posti visti : Stupendi.
Mana Gt : giri la manopola del gas e vai.
Gra : Stoica.
Io : su Google maps ... c'è il prossimo viaggio da pianificare ... Les Gorges du Verdon ... John Hannibal diceva :”Adoro i piani ben riusciti”.

Ringraziamenti: a Tergeste 70, web-amico del clubMana, che con le sue “dritte” sul Lago Bohinj, ci ha indicato un posto okkei, dove abbiamo fatto un'ottima vacanza.

La dedica : a me, eh si ... per una volta.

Con un filo di gas ... sempre! Buona strada a tutti.



domenica 29 aprile 2012

Partiti ... anzi ... ripartiti


Penisola Istriana – Croazia
18 / 21 Aprile 2012

Mi sembra sia passato un secolo dall’ultimo nostro viaggetto … invece, solo un inverno troppo lungo e un gomito rotto, quello della Gra, e relativa rieducazione, che ancora continua … ma la Gra è un osso duro, non molla e continua imperterrita con esercizi e ginnastica … . I progressi si vedono e il racconto che segue ne è la prova.

Nel tempo che ho passato a fare il “badante”, nelle mie ore libere, cercavo delle strade da fare e ne parlavo con il mio Maresciallo Kk. Proprio dal Kk è uscito: “perché non andiamo in Istria?” – “In Istria?” … detto, fatto … cartina del mondo aperta sul pavimento e selezione della zona.
“Gugle maps, ueb, blog” ed ecco trovato il posto dove dormire … http://www.adriana-app.com/it/index.html ... cerco la strada, memorizzo, chiedo informazioni, la gentile Signora Adriana ci aspetta per il diciotto aprile.

Il sedici di Aprile cerco di capire come saranno le previsioni meteo … un disastro … la primavera arriverà dopo il venticinque. Alla faccia dei quindici splendidi giorni di Marzo e della nostra voglia di saltare in sella. Ma il tempo stringe … se la mattina del diciotto non viene giù un diluvio … si parte. Più acqua, nebbia, neve e grandine che abbiamo preso sul Grossglockner, non è possibile … quindi … .

“All’alba” del diciotto, sole. La belva è fuori, davanti al garage. Pieno fatto, pressioni a posto, sospensione regolata per viaggi transoceanici … carico fatto, ci portiamo anche il pettine per me, “vuto mai che me ricrèsà i cavèi … “.

Verona Est e via in autostrada a velocità “spasmodica” … la mia velocità spasmodica, fino a Porpetto / San Giorgio, da lì proseguiamo su strada normale, in fin dei conti è una vacanza, non una corsa contro il tempo.
Con il solito filo di gas, facciamo tutta la statale e ci godiamo la strada costiera di Trieste e il passaggio attraverso la città, proseguendo per tutta la costa, passando per Muggia, vediamo così tutto il porto di Tergeste. Sconfiniamo con la Slovenia sulla strada del Lazzaretto e poi per non dare troppe soddisfazioni al Garmin ci riportiamo verso la strada ufficiale (cartelli gialli) per l’attraversamento della Slovenia senza dover pagare la “vignetta” autostradale per pochi chilometri. Attraversiamo Dekani, Bertoki, Koper, Dragonja e ci presentiamo belli come il sole, che ci segue da Verona, alla frontiera tra la Slovenia e la Croazia.
Incappiamo in un poliziotto Sloveno, che rappresenta il “solito poliziotto di frontiera annoiato” … ci rompe un po’ le balle con i suoi sorrisini e parlando nella sua lingua ci dice : “Italiani, ponad smed merculevic privovis snattjia da” Boh! “Comunque anch’io penso di te la stessa cosa … ciàpa”.
Proseguiamo sulla strada 21 e passiamo Buje, molliamo la 21 e andiamo a Brtonigla, Buzinijia, Antal e lì siamo sulla costa, fatto il ponte, viaggiamo in mezzo all’acqua … del mare, proseguiamo verso Tar, Vranici e Porec … spettacolare … un sacco di fermate e foto. Continuiamo e arriviamo a Funtana.
Alle quindici e zero, zero siamo davanti a villa Adriana, il nostro campo base.
Conoscenza e quattro chiacchiere con la gentile Signora, scarichiamo la “stescion Mana” e via verso il centro del paesello e sul mare. Grande passeggiata con occhi meravigliati per la bellezza del posto … quando mai non siamo stupiti dai posti che vediamo? … . La sera cena frugale e a letto presto, siamo stanchissimi.

Alba del diciannove. Alla faccia delle previsioni : sole.

Dopo una buona colazione ci bardiamo da cavalieri del futuro e ci avviamo verso Orsera/Vrsar, ci prendiamo delle Kune … in maniera lecita, in banca con degli euro, da una bella cassiera della Zagabria Bank. Alcune foto e via … con un filo di gas … verso il Limski Kanal, un fiordo di circa nove chilometri, tutto da ammirare e fotografare. Passiamo oltre e andiamo a Rovinj/Rovigno. Parcheggiamo la Mitica Mana e ci alleggeriamo di un po’ di cose. A passo turistico ci addentriamo … posto magnifico (battuta ovvia), passeggiata, foto, pranzo a base di pesce dal prezzo onestissimo, caffè, foto e via verso Pola/Pula.  Dopo alcuni giri, troviamo un parcheggio per moto, davanti al palazzo della finanza, ma non ci facciamo suggestionare e non entriamo per investire in borsa … .
Il grande anfiteatro è lì a pochi passi, logicamente entriamo, fotografiamo, commentiamo e facciamo tutti i paragoni possibili con la nostra inossidabile Arena … non ce ne vogliate uno a zero per noi … il resto del pomeriggio alla scoperta di una piccola parte di Pola, del suo porto e delle sue vie … con intermezzo in un panificio a base di “briosc” locali … dolci e salate … “bone” … uno a uno.
 Ritorno, cena frugale e a letto, risiamo stanchissimi.

Alba del venti. Alla faccia delle previsioni : sole con qualche nuvoletta.

Destinazione Opatija/Abbazia, facendo Pazin/Pisino, autostrada con il tunnel Ucka, più di cinquemila metri sotto l’omonimo monte /Monte Maggiore.
Attraversiamo l’Istria e ne passiamo nel cuore, un verde lussureggiante ci avvolge, il colore della terra e i molti uliveti ci ricordano la Puglia. Da lontano vediamo il Monte ricoperto di nuvoloni e passato il tunnel entriamo nelle nuvole con la minaccia incombente di pioggia. L’esperienza ci ha insegnato che è meglio non rischiare … tutone di gomma e giubbotti catarifrangenti … la pioggia ci accoglie dopo pochi metri e ci accompagnerà per quasi tutta la nostra permanenza sulla sponda ovest dell’Istria.
Visitiamo Opatija/Abbazia, una cittadina turistica con alberghi di lusso, una lunga passeggiata sul mare e un bel parco fiorito. Pranzo alla Scalinada, un grill bar, a prezzo molto buono, gelatino sulla passeggiata e caffè seduti fronte mare. Spettacolare.

E’ ora di tornare e la pioggia decide di accompagnarci. Siamo gli unici “motociclisti” e mentre ci rivestiamo “all’ombra” di un grande albero i pochi turisti ci guardano meravigliati … ripartiamo e per non smentire la nostra nomea … non troviamo la strada per il tunnel. Chiediamo ad un signore, con sigaretta, indicazioni e fumandoci addosso tutta la cicca ci spiega molto bene, in italiano, il primo tratto di strada. Ok, grazie e la Gra:”ma ne capeteli tuti a noaltri quei che fuma?” – “A ti, fumava anca mi”.
Fatta la strada, ci fermiamo per ulteriori informazioni presso un signore che ci dà le spalle … “Scusi …” – “Eilah, dove andare?” – “Per il tunnel?” – “Non potete sbagliare” … non ci conosce! “Proseguite e trovate un grande cartello con indicazione, mi raccomando prudenza, con  pioggia strada scivolosa”.
Grazie gentile Signore, della sua raccomandazione e il cartello era veramente grande … quattro metri per quattro … saremmo anche stati capaci di non vederlo.

Passato il tunnel, il sole. Arriviamo fino al campo base con un filo di gas. Doccia e cena al ristorante More, con carne alla brace, calamari fritti, verdure grigliate, birrozza, vino, acqua e caffè … centonovanta Kune . La cameriera, una bella signora dai capelli neri, si rivolge a noi in … veneto/venesiàn … da doe vegnìo … le patate iè in tecia … no, no, mi sòn croata … ghe xe vin anca siolto … .

Alba del ventuno. Alla faccia delle previsioni : sole.

Colazione, saluti alla Signora Adriana e carichiamo la Mana. Ci fermiamo a Porec/Parenzo. Visitiamo e rigiriamo il bel paesello, con la sua Basilica, il campanilone e  le sue viuzze piene di negozietti mooooolto turistici. Foto a iosa e pranzo. Proviamo a tergiversare, ma non c’è niente da fare dobbiamo metterci in marcia verso casa.
Croazia, Slovenia, Italia. Dalla frontiera Italiana facciamo tutta autostrada con alcune pause, dove parliamo di quello che abbiamo visto e … del prossimo giro.

Alle diciotto e zero cinque siamo davanti al garage di casa. La Gra è stracontenta : l’esame braccino destro è stato superato bene … io direi : benissimo con lode. Stanchi ma felici.

Km percorsi: 1054.
Km/Lt: 23.
ManaMotoGt: Ok.

Dedicato a:
Quella grande passeggera della Gra.
A quel gentile Signore che paternamente ci ha fatto le raccomandazioni.
A tutti i web-amici che con i loro racconti e indicazioni, ci hanno facilitato questa vacanza.
A tutti voi … che mi avete letto fino a qua.

Con un filo di gas … sempre! Giuan

giovedì 12 aprile 2012

Dal confine Ita / Slo a Funtana / Croazia / Villa Adriana

La mappa

lunedì 27 febbraio 2012

Abbonamento Tv


... parole, parole, parole ...

Una qualsiasi Domenica sera, dopo aver girovagato per il web, in cerca di qualche idea insolita per dei motogiri, decido di spegnere tutto e di buttarmi sul divano davanti alla Tv, per sfruttare quel “canone” che pago da anni, ma ...
Niente, la roba più interessante che trovo è la pubblicità del trio comico e della lavanderia che gestiscono.
Dopo aver consumato il telecomando, mi fermo sulla Rai e cerco di vedere il programma “calcistico” della sera ... dopo tutte le partite, fatte a tutte le ore ... quasi tutte le ore ... manca l'ora di colazione.
La nota trasmissione è condotta dalla bionda giornalista, tettona, chiaccherona e urlatrice ... chissà perchè alza il tono della voce, quando deve presentare qualcosa ... mah.
Dopo un'ora, circa, non vedo l'ombra di un gol ... solo chiacchere inutili sul “perchè e il percome l'erba dei campi da calcio è verde”.
Disquisizioni più o meno tecniche, non su come si è giocato, ma perchè il collaboratore dell'arbitro non ha visto la palla che entrava e in che stato psicologico era l'arbitro, dopo che aveva capito di aver “sbagliato” ... immagini di calcio, servizi sulle partite ... niente, il nulla, solo chiacchere, da bar, di opinionisti che sanno tutto ... ma proprio tutto.
Che delusione, dopo il grande fratello, l'isola dei famosi, “mi ghe lò longo ti te ghe lè curto”, anche il calcio parlato, raccontato, inventato ... cazzo ma prima di iniziare la trasmissione ... bevono e fumano ... ma molto forte.
E poi la doppia delusione, quando i chiacchieranti si chiedono come mai questa esasperazione nelle partite, perchè certi comportamenti, fuori e dentro il rettangolo verde, come mai la violenza ... mah?

Non sono un nostalgico ... ma ridatemi Paolo Valente, Luigi Necco, Tonino Carino, Gianni, Sandro, Enrico, Tarcisio, Romeo, Pirluigi, Pietro, Roberto ... ... ... .

Dulcis in findus” ... questa mattina, alla radio, le dichiarazioni di alcuni giocatori, grande esempio, all'incontrario, per tutti quel bambini che rincorrono un pallone su un campetto di periferia, sognando ... .

... avete pagato il canone ?
... vi siete abbonati a sky calcio ?
... avete la tessera premium calcio ?
Siete ancora in tempo ...

Un filo di gas ... sempre!



domenica 12 febbraio 2012

Settanta giorni dopo

Dalla famosa Domenica di merda sono passati settanta giorni.
La Gra ha il braccio libero da impedimenti fastidiosi e costrittivi e da nove sedute ha iniziato la fisioterapia per il completo recupero del bracci...no. Ci vorrà un po' di tempo e tanta pazienza ... noi c'è l'abbiamo.
Intanto, per non perdere l'abitudine, e fare della ginnastica, visto che fuori nevica e fa un freddo porco ... facciamo qualcosa in cucina.
Voilà, come dicono quelli che lo dicono ... pasta fatta in casa, o meglio, fatta in cucina, dalla Gra con entrambe le mani ...
Gnocchetti orecchiati. Perchè questo nome. La pasta viene tirata ad uno spessore di qualche millimetro e poi tagliata in rettangolini, ed invece di strofinarla con un dito, come per creare delle orecchiette, viene strofinata sul "sacranon dei gnochi". In questo modo le orecchiette prendono una forma aricciata e assumono le sembianze di un gnocchetto.
Non c'è ne vogliano gli amici Pugliesi se abbiamo indegnamente usato il termine "orecchiette", ma ci è sembrato il più adatto per spiegare il tipo di pasta che abbiamo creato ...
Il sugo è un insieme di quello che c'era nel frigorifero ... risultato ottimo ... basta un po' di fantasia e voilà.
Buon appetito.

Il video della ricetta è QUI ...

martedì 31 gennaio 2012

Mezzo giro d'Italia

Giretto

Mi prude la mano destra e mi farnetica questo giro.
Quasi, quasi ...

 Naturalmente in moto.

martedì 3 gennaio 2012

2011

Un grande anno su una grande Moto
Rapporto, poco segreto, di un anno vissuto in moto

Premessa: non sono un motociclista, fingo di esserlo. A volte mi atteggio a motociclista, ma in verità sono un Rdl, che cerca di soddisfare il proprio io, con la grande passione per i giri e i piccoli viaggi in moto. Cerco di farlo nel miglior modo possibile, in compagnia della mia grande moto e soprattutto della mia grande moglie ... La Gra!

Il duemilaundici è stato per me un anno fantastico.
La scoperta della nuova dimensione del “Ritirato dal lavoro” (Rdl), la consapevolezza del tempo libero e la intrigante, coinvolgente, magnifica sensazione che si prova quando si organizza un viaggio in moto, anche se di percorrenza breve.

Inizia tutto alla fine di Marzo, quando dopo alcuni “girucoli” di poca strada, date le temperature invernali, decido di andare a “girovagare” per la Lessinia ancora innevata ...

 ... e per la bella stagione che sta arrivando e le temperature che aumentano, convinco la Gra che è ora di mollare il “menage” familiare e di darsi ai motogiri ... il tempo ce l'abbiamo.

Dopo pochi giorni siamo ancora in Lessinia, a Passo Fittanze, e alla malga Menegazzi di Erbezzo per un buon acquisto di formaggi della casa ...
 
A fine Marzo, da solo, faccio la TransLessinia, salendo da Badia Calavena e percorrendo quasi tutto il perimetro della Lessinia, o almeno quello che io considero il perimetro.
Quindi salgo fino a Giazza, ridiscendo e svolto per Velo Veronese, Camposilvano, Conca dei Parpari, San Giorgio, Branchetto, Tracchi, Mareggie, Boscochiesanuova, Erbezzo, Sega di Ala, Passo Fittanze, ritorno a Erbezzo, Sant'Anna d'Alfaedo, Fane, Negrar, deviazione per Montecchio e Grezzana, più o meno centosessanta chilometri in tranquillità con un sacco di scatti. ... Spettacolare!




 Il primo di Aprile, la Gra ed io cerchiamo di fare la Erbezzo – Ferrara di Monte Baldo, passando per la strada Generale Graziani, ma all'incrocio dopo la seggiovia, la strada è chiusa per neve. Pazienza scendiamo ad Avio e ritorniamo per la statale dodici. E' comunque una bella gitarella.




 
Alcuni giorni dopo, di Domenica, decidiamo di visitare i luoghi della storia a noi vicini e facciamo un giro tra Sirmione, San Martino della Battaglia, Pozzolengo, Solferino, Borghetto sul Mincio, Valeggio, Castel d'Ario, Bonferraro e Cerea (paese natio della Gra).
Bel giro, bella strada, ma di Domenica ... mai più ... troppa gente e troppo traffico caotico.

Con il motore ancora caldo, facciamo un giro che dovevamo fare l'anno prima, poi rimandato.
La Certosa di Pavia. Monumento strabiliante e visita culturale interessante. Abbiamo modo di conoscere il nostro Gps Garmin nelle sue stravaganti “performans” e nelle sue capacità di “riporto a casa”. Conosciamo anche , per la prima volta, il brivido di una quasi caduta a terra ed io sento le unghie della Gra nei miei fianchi ... motociclisticamente ... per la prima volta ... nel tempo ne seguiranno altre.

Passa qualche giorno e visto che il tempo tiene e la temperatura, leggermente, continua a salire, andiamo a fare un giro in quel di Ferrara di Monte Baldo e oltre. Assaporiamo un buon panino con la sopressa, nostra vecchia conoscenza, un fragrante “kraffen” alla crema e un caffettone. Il tutto ai giardini della ex fontana dei miracoli ... .

Poi, qualche dì dopo, avendo una mezza giornata di libertà, dagli impegni della vita, andiamo a far visita ad una nostra amica, che ha una casupola sopra Badia Calavena e ne approffittiamo per andare a vedere la pala di Badia che tanta energia elettrica dà agli abitanti di tal paese.

 
Il ventuno di Aprile, dopo una seria valutazione, decidiamo di andare al Rifugio Crucolo dove vendono il Parampampoli, un liquore da mille e più erbe, che un nostro cugino ci ha tanto decantato ... alcuni giorni dopo scopriremo che al supermercato del centro commerciale, a millecinquecentoventisette metri da casa nostra, ... lo ven-do-no a prez-zo più bas-so di que-llo che ab-bi-a-mo pa-ga-to noi ... poco importa. L'acquisto del liquore era una scusa per avere una meta da raggiungere e un giro nuovo da fare.
Giro splendido, in una località (il rifugio), che neanche “gugle maps” ti fa vedere, ma che noi vecchi “Indiana Gions”, abbiamo scovato ... a forza di sbagliare ... . Ma è tutta strada, è tutta esperienza che ci serve ... .




 
A fine mese, grazie ad un'offerta strepitosa, trovata su un volantino di un supermercato, decidiamo di fare una gita a Trieste, con il castello di Miramare e alle grotte di Postumia. Campo base a Jesolo, non lontano da casa nostra, ma ci avvantaggiamo di qualche chilometro.
Quattro giorni in luoghi per noi tutti da vedere: Jesolo, la laguna, Miramare con il suo Castello, Trieste, Postumia e le Grotte. Più di millecento chilometri, girovagando tra luoghi splendidi. “Gud, veri gud”.

  A metà maggio, un bel giro verso la Liguria, per rivisitare le Cinque Terre e alcuni luoghi limitrofi. Ancora una volta una splendida vacanza, in giro per una parte spettacolare della Liguria, con tante foto e tante strade nuove. La Pietra di Bismantova (vista da lontano), il Passo del Cerreto, Ameglia, Lerici, Portovenere, Cinque Terre.



Passate le classiche vacanze al mare, con lo splendido mare e la grande terra di Puglia, ritorniamo in moto. Decidiamo di andare con Mauro e la Marina a mangiare la polenta in Trentino
Saliamo da Salò e andiamo al Lago d'Idro, continuando per Tione di Trento, Comano Terme, Tenne, Mori, Rovereto, fermandoci a Ponte Arche dove abbiamo mangiato polenta, funghi, lardo e carne di capriolo. Un bel giro da rifare. Luoghi, come sempre, magnifici e la compagnia ... ancora di più.


Fine Giugno. Il bel gironzolo arriva. Dopo alcune pensate e alcune titubanze ... andiamo ... destinazione il Castello di Ludwig. Campo base a Reutte, in Austria, a pochi chilometri dal confine tedesco, zona del castello di Neuscwanstein, in prossimità della cittadina di Fussen, Germania. Visitiamo tutto quanto ci è possibile nei tre giorni di vacanza. Il quarto giorno, al ritorno, facciamo il FernPass e il Passo di Resia con annesso lago con Campanile che sbuca dall'acqua, quindi Merano e Passo Palade. Una girata da memoriale.


 
Nel mese di Luglio ci prendiamo una sosta e gironzoliamo nei dintorni dei nostri colli e nei meandri della pianura veronese, alla scoperta di paesini mai visti e di campagne multicolori.

Ad Agosto pensiamo di fare una gita a Belluno, la città degli alpini ed inoltre si trova sulla strada del prossimo giromoto che intendiamo fare ... andiamo in avanscoperta.


 
A metà Agosto con Mauro e Marina facciamo una puntatina a Recoaro Mille, dove ci mangiamo un bel piatto di “bigoli con l'anara”, una birrozza fresca e un buon tiramisù locale. Mauro in manovra assaggia l'asfalto e si procura un leggero stiramento nel tentativo di non far toccare la moto per terra. Tentativo riuscito. Facciamo una passeggiata e scendiamo a Recoaro per un gelatino. Buon giretto.

Il ventiquattro del mese di Agosto, la gita al castello di Werfen, rimurginata per tanto tempo nei miei gironzoli solitari. Andiamo finalmente a vedere il castello del mio primo film di guerra visto al cinema ... che emozione.
La moto vacanza si prospetta entusiasmante, ma si rivela ancora meglio delle aspettative. Visitiamo Wagrain, dove siamo alloggiati, Werfen con le grotte di ghiaccio, le Eisriesenwelt, la mitica fortezza Hohenwerfen , la gola profonda del Liechtensteinklamm e la città di Salisburgo.
Il giorno del ritorno, passiamo per il Grossglockner, dove prendiamo freddo, acqua, nebbia e grandine, ma il divertimento è impagabile. Grande moto vacanza.




 
A Settembre, passeggiate a piedi per Verona, e un po' di mare per rintemprare le forze e alcune uscite in solitaria ... brevi giri per le campagne Veronesi e qualche puntatina in montagna, compresa la famosa traversata Lessinia – Monte Baldo, interrotta ad Aprile causa strada chiusa per neve.

Ed arriva Ottobre, dove una errata valutazione del tempo atmosferico non ci porta in quel di Francia (Gole del Verdon), ma ci dirige verso il Lago di Trasimeno.
Quasi milletrecento chilometri, tra città d'arte e valli incantevoli, con la maestosa visione delle cascate delle Marmore.
Quattro giorni tra Lago di Trasimeno, Cortona, Perugia, Orvieto, Todi, Cascate e Gubbio. Non ci siamo fatti mancare nulla: sull'Appennino Tosco-Emiliano ci siamo persi e vicino al nostro campo base, Passignano sul Trasimeno, siamo caduti ... da fermi ... gran ruzzolone ... quasi nessun danno.
Anche questa una moto vacanza entusiasmante.


 
A metà Ottobre la gita a Pisa dove incontriamo nostro figlio ed assieme a lui giriamo per bene la città e ci facciamo delle belle scarpinate su e giù per monumenti e musei. Scoviamo anche qualche trattoria tipica per assaporare dei piatti del luogo. Una faticaccia, in tutto quel camminare, ma anche una soddisfazione per aver passato alcuni giorni con Marco, tra Torre Pendente e Arno.




 
Ancora qualche girello, la Gra comincia a mollare, causa temperatura che scende.
Iniziano le grandi passeggiate in città e continua la serie “Turisti a casa nostra”.

Arriva il quattro di Dicembre e la Gra decide che è ora di rompersi un braccio ... cadiamo in una profonda tristezza, ma lentamente riemergiamo e ci avviamo al Natale, che festeggiamo con parenti ed amici .
La Gra continua a patire e soffrire, il braccio, che è diventato quasi bionico, non le dà tregua, ma la mente è già a Marzo duemiladodici ... cosa succede a Marzo? ... La Gra sarà guarita, avrà il casco nuovo, di un colore cangiante e luminoso, entrambi avremo i pantaloni da moto nuovi e tante idee per la testa per i nostri motogiri ... alcuni già in cantiere. Benvenuto duemiladodici.






  ... alla prossima ...